Marco Belpoliti | I sommersi e i salvati di Primo Levi | festivalfilosofia 2015
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buongiorno allora sommessi salvati sono
senza dubbio l'opera più importante di
primo levi ancora più di sequestro un
uomo ed è probabilmente uno dei libri
più importanti del ventesimo secolo
tratta in forma saggistica ma senza mai
rinunciare all'aspetto letterario primo
levi è un grande testimone perché è un
grande scrittore
questo è la cosa importante da fissare
sempre ci sono tanti testimoni ma
nessuno è uno scrittore così grande come
primo levi la durata dei suoi libri
dipende dal fatto letteraria questo
libro troppo tratta delle questioni sono
appena state dette molto complesse
memoria violenza il sentimento della
vergogna
gli stereotipi sul lager la figura
dell'intellettuale nel lager la
responsabilità dei tedeschi una
sterminio e la zona grigia è un testo
vertiginoso per intelligenza sensibilità
e soprattutto onestà intellettuale cosa
estremamente rara il primo capitolo
inizia con una frase fortissima detta da
un testimone la memoria umana è uno
strumento meraviglioso ma fallace perché
lei via scrittori sommersi e salvati che
la sua ultima opera pubblicata in vita
poiché esce nel 1986 87 levi muore si è
suicidato dichiara a giorgina arian levi
che lo ha intervistato per una piccola
rivista e branca ma molto interessante
siamo quasi diciamo sei anni prima
quindi non ha ancora scritto libero non
l'ha ancora enucleato dice che lo tenta
moltissimo tornare dopo 35 anni sul tema
della gara
il tema dei rapporti fra l'oppressore
l'oppresso fra le vittime al carnefice
nelle sue sfumature e ancora da indagare
e soprattutto è da rifiutare
l'interpretazione più ingenua che ci sia
da una parte l'oppressore puro
senza dubbi metodici senza esitazioni e
dall'altro la vittima santificata nel
suo ruolo di vittima non è così
la macchina umana l'animale un anno è
complicata cieli sono degli stadi
intermedi coloro che sono stati chiamati
aguzzini non erano aguzzini allo stato
puro
erano uomini come noi che sono entrato
nel ruolo di aguzzini per qualche motivo
intendo nel futuro libro spiegare questi
motivi io mi soffermerò su questo tema
della zona grigia che diciamo il punto
centrale del libro di leve anche quello
più complesso e delicato da trattare il
capitolo si impernia su questa nozione
elevi che la messa in circolazione poi
la troverete eccitata da tante parti
spesso viene data una definizione errata
viene identificata con la maggioranza
silenziosa altre termine che era in voga
negli anni 70 non è così che cos'è la
zona grigia nell'esordio il capitolo
levi mette bene in luce la tendenza a
semplificare da parte degli stessi
reduce aggiunge che comprendere coincide
con semplificare dal momento che vede
una citazione quella che leggo senza una
profonda semplificazione il mondo
intorno a noi sarebbe un groviglio
infinito e indefinito che sfiderebbe la
nostra capacità di orientarci e di
decidere le nostre azioni
in altre parole ci sta dicendo che siamo
costretti a ridurre il conoscibile a uno
schema non è un difetto dato che
continua levi tendono a questo due
mirabili strumenti che ci siamo dati nel
corso dell'evoluzione le 17 un
atteggiamento e un'attenzione
addirittura etologica se non etnografica
o antropologica
quali sono questi due strumenti ciò che
il linguaggio e il pensiero concettuale
sono questi due strumenti che tendono
alla semplificazione semplificare è una
necessità dice levy
anzi addirittura è una forma mentis
tipica dell'uomo
e aggiunge una serie di considerazioni
di tipo etologico le nostre origini di
animali sociali ci spingono a dividere
il campo tra noi e loro e lo schema
amico e nemico una ripartizione la
tendenza manichea rifugge le mezze tinte
vedendo nella storia sempre un conflitto
tra noi e loro ateniesi e spartane
romani e cartaginesi dice levy come
esempio e fa anche un osservazione acuta
riguardo agli sport
la popolarità degli sport spettacolari
calcio baseball e pugilato deriva
proprio da questa divisione tra noi e
loro
il risultato di parità dice levy e
alludendo al calcio fa sentire lo
spettatore defraudato le di serie le
semplificazione perciò giustificato chi
legge scrive la storia dei lager dice
levy sin qui ha ripetuto il gesto del
cristo nel giudizio universale
qui i giusti e qui reprobi sono
soprattutto i giovani a chiedere
chiarezza i giovani non amano
l'ambiguita hanno una scarsa esperienza
del mondo ma per capire il mondo bisogna
inoltrarsi in questa ambiguità in questa
complessità nel lager dice levy le cose
non funzionano così e del grande shock
dell'arrivo nel campo nella gara non
esiste in noi questa l'aveva già detto
in modo molto chiaro il sequestro momo
in noi perde i suoi confini
i lager e la lotta di tutti contro tutti
una guerra senza fine così la definisci
ciascuno lotta per ottenere un
privilegio è indispensabile per
sopravvivere nel capitolo intitolato in
sommessi salvati che sta in sequestro
l'uomo da cui poi prenderà il titolo
della sua ultima opera
ci sono quattro descrizioni come un
esperimento finale sono dei piccoli
racconti alla fine del capitolo di
quattro privilegiati aveva già scritto
queste cose nel 1947 le aveva ben chiare
anche se i sommesi salvati
trentacinque anni dopo anzi di più quasi
40 anni fa fare un salto la classe dei
prigionieri funzionari costituisce
l'ossatura della gara
l'uscita questa l'uscita del libro con
questa affermazione provocò una reazione
molto forte tra i deportati
tra gli ex deportati perché e qui sta il
primo la prima questione che vi voglio
sottoporre il problema è quello di
avvalorare o no la vittima come
innocente dice levy il lager non
santifica nessuno aggiunge anche una
cosa molto cruda i prigionieri
privilegiati erano una minoranza entro
la popolazione del lager sto proprio
leggenda
la frase è di levi ma rappresentano una
forte maggioranza tra i sopravvissuti è
evidente per chi legge con attenzione
questo capitolo che lei li sta parlando
anche di se stesso
è evidente che si considera un
privilegiato e un sopravvissuto e dunque
in una condizione diversa dagli altri
questo è un tema che attraversa tutta
l'opera di levi e in particolari
sommersi e salvati non si mette fuori
dal quadro lo si capisce da che cosa
dalla complessità delle figure che evoca
per indicare i privilegiati che cos'è la
zona grigia e qui abbia un certo punto
non sto seguendo in modo pedissequo lo
svolgimento della
titolo che ha anche una sua cronologia
nel movimento del ragionamento che c'è
dentro a un certo punto la definisce
così è una zona dai contorni mal
definiti e insieme separa e congiunge i
due campi dei padroni e dei servi
possiede una struttura interna
incredibilmente complicata e alberga in
sé quanto basta per confondere il nostro
potere di giudicare
bisognerebbe prendere i termini un all 1
perché in levi c'è un amore incredibile
della parola ogni parola è posta lì con
un significato preciso preferisce il
termine zona al termine spazio
la prima volta che ha parlato di zona
grigia non con questa formula
esattamente è stato nel 76 quindi dieci
anni prima
introducendo un libro che è stato
recentemente ristampato un libro
narrativo che si chiama la notte dei
girondini lilla chiamato lo spazio che
separa le vittime dai carnefici perché
usa zona zona è un termine di origine
dantesca rimonta a quel periodo e indica
una superficie l'etimo greco e latino e
cintura con zona leivi intende dare
l'idea della superficie limitata che si
interpone tra un campo e l'altro i
padroni e servi del resto anche la
seconda parola che utilizza contorni e
specifica significa cingere circondare
con tornare si fa contorno con una
matita sanno bene i bambini tutti noi
che siamo stati bambini con la matita
con una penna si traccia intorno a
qualcosa contorni mal definiti gli
definisce ovvero
ci da tracciare i due verbi successivi
indicano un altro aspetto interessante
questa doppia funzione separa e
congiunge parafrasi quasi qualcosa che
unisce e divide ma ancora di più campo
in tedesco
come sappiamo si dice lager il termine
fissato ce ne sono anche altri ma questo
è un termine molto specifico livi usa la
parola lager sempre con la elle
maiuscola perché desidera che non entri
nella lingua italiana ma resti nella
lingua tedesca che porta le maiuscole
campo e anche un termine agricolo indica
una superficie un login settore una
regione dello spazio così ci dicono i
dizionari etimologici e ancora padroni e
servi termini che rimandano una visione
possiamo dire antica quasi feudale
schiavistica romana medioevale la scelta
del termine zona non è dunque casuale è
probabilmente ben meditato da parte di
lei
l'idea che suggerisce che si tratta di
qualcosa di limitato che sta in mezzo
appunto ai campi ma che li mette in
collegamento e insieme sarà l'opposto
cioè li separa ritiene tiene lontani i
due poli qualcosa di ambivalente una
doppia valenza
l'aggettivo grigio e altrettanto
interessante il grigio non è un colore è
un colore non colore il grigio risulta
dalla mescolanza di nero e bianco e nei
sistemi di colore il nero il bianco non
sono propriamente dei colori ma indicano
il massimo di luce il bianco è minimo il
nero
gli scienziati ci dicono che anche
quando c'è il buio c'è il nero ci sono
sempre delle particelle la luce non
sparisce mai completamente il grigio è
l'intermedio tra l'altro l'origine della
parola attualmente leivi non conosceva
ma insomma che molto interessante nei
sistemi di colore grigio indica un
colore del sistema
araldico è il vaio che è una pelliccia
parto rock è uno studioso e colore che
uno studioso di araldica scritto un
libro molto interessante
su questo sistema di colore ma parte
insomma questo aspetto e il grigio che
definisce la zona
niente meglio del grigio indica la zona
di polarità scusate la zona tra le
polarità del bianco e del nero vittime e
carnefici nevi dice serve i padroni
una delle cose importanti che lei vi
scrive in questo capitolo riguarda la
definizione di vittima e questo è una
delle questioni centrali per capire levi
partendo da se questo modo lei lì non si
considera una vittima o meglio non
sceglie mai il punto di vista della
vittima per capire la sua lettura del
lag bisogna considerare che le riassume
un doppio punto di vista sempre il punto
di vista di chi è contemporaneamente
dentro lager parla evidentemente il sì
stesso come vittima del sistema
concentrazionario anche in questo
capitolo e al tempo stesso è fuori
è oggettivo e soggettivo al tempo stesso
è una divaricazione non facile da
mantenere il levi c'è un inquietudine
continua dovuta a questa continua
schizza questa apertura spaccatura tra
questi due aspetti da essere
obiettivamente una vittima
ma non comportasse non ragionare da
vittima fin dagli anni cinquanta levy ha
chiarito molto bene il problema
la vittima non è mai santificata noi
abbiamo assistito negli ultimi decenni
al trionfo del paradigma vittimario se
possiamo chiamarlo così
la vittima ha sempre ragione levi non
respinge la posizione della vittima ma
chiarisce una cosa importante adesso la
dirò più avanti e come i tedeschi hanno
creato le vittime in questo modo parla
dei deportati già in un testo del 55 che
si chiama anniversario
dieci anni dopo la fine della guerra
ebrei donne bambini non sono vittime non
sono santi o eroi non dovete chiedere a
loro di essere santi ed eroi
lo ripeto è una frase che poi c'è anche
in questo capitolo ribadisce che assurdo
e storicamente falso e qui cito la frase
ritenere che un sistema in ferro come
quello nazista santifichi le vittime al
contrario esso le degrada le assimilate
e ciò è tanto più in quanto più esse
sono disponibili bianchi e di colore
prime di ossatura politica morale
per questa ragione ritiene che sia
venuto il tempo per esplorare quello
spazio che separa le vittime dei
persecutori
la zona grigia è costellata di figure
che lei definisce turpe e patetiche e a
volte con entrambe le qualità nel
medesimo tempo sarebbe anche qui da
soffermarsi significato alla parola
turba e soprattutto patetiche il
patetico che è uno degli elementi
veramente significativi anche della
nostra epoca
tutto questo perché è qui altra
citazione è indispensabile conoscere se
vogliamo conoscere la specie umana
se vogliamo sapere difendere le nostre
anime
quando una simile prova ci dovessero
veramente prospettare forse anche
vogliamo renderci conto di quello che
avviene in un grande stabilimento
industriale
e evidente che in queste settimane siamo
ritornati dentro situazioni del genere
la situazione dei profughi gli uomini
che scappano dalla guerra dalla fame
della povertà dei migranti ci pongono di
nuovo questo problema l'europa è un
campo di concentramento ma che espelle
gli altri si è chiusa dentro di sé il
pensiero di levi è molto importante in
questo momento per riflettere su queste
cose ma io mi inoltro dentro una
questione che levi stesso definisce
ambigua complessa quanto hanno
collaborato le vittime con i carnefici
la zona grigia è un piccolo trattato di
antropologia e anche di psicologia
dell'uomo in condizioni estreme però
bisogna mai dimenticarsi di questo fatto
nel capitolo intitolato sequi sommesso
dell'ati se questo è un uomo lo
definisce un esperimento respinto
biologica e sociale i nazisti hanno
fatto un esperimento hanno appreso degli
uomini e delle donne e li hanno messi in
una situazione estrema e hanno cercato
di capire e levi da questo punto di
vista si mette anche dal punto di vista
dei carnefici
nei padroni per capire che cosa quanto
c'è quasi letterale la mia citazione
quanto c'è di proprio o come dire creato
dalle situazioni negli uomini
insomma capire qual è la natura
dell'uomo le condizioni estreme spingono
a questa riflessione
l'idea è anche un altro polo in
condizioni estreme ma non vale solo per
i lager
l'ho appena detto ma vale anche per la
vita cosiddetta ordinaria in tutti quei
luoghi che possono essere appunto una
grande fabbrica un ufficio in carcere un
manicomio oltre che una riflessione
antropologica e un piccolo trattato
anche sulle forme del potere perché
questa è una delle questioni che stanno
al centro della zona grigia la
microfisica il potere come l'ha chiamata
michel fuoco nel lago diventa una vera e
propria fisica ed è in gioco il dominio
di un uomo su altri uomini
ma non solo questo è in gioco la vita
stessa
non dobbiamo dimenticarci che per quanto
mono vizi lager dove si trova levi che
era non era esattamente un campo di
sterminio anche se venivano effettuate
sistematicamente le selezioni nel lager
l'esito finale alla camera caso
l'ascesa dei privilegiati intorno
all'argomento di prima scrive levi non
solo nella crema in tutte le convivenze
umane è un fenomeno è un'espressione di
angosciante ma immancabile essi sono
assenti solo nelle utopie e compito
dell'uomo giusto fare la guerra al
privilegio non meritato ma non si deve
dimenticare che questa è una guerra
senza fine e lager è un laboratorio
perché nasce la zona grigia cioè lo
ripeto la zona intermedia tra i padroni
e servi partendo dalla sua esperienza
quindi dall'esperienza nazista ma si può
applicare anche ai gulag o a tutte le
altre esperienze che sono avvenute in
questi 70 anni dopo la fine della
seconda guerra mondiale in altri luoghi
del mondo prima ragione più l'area del
potere ristretta più servono ausiliari
esterni mi fa una serie di esempi
storici che anche questi meriterebbero
di essere analizzati cioè la francia di
vichy e per quanto ci riguarda la
repubblica di salò ma anche a un tema
che io non tratterò ancora più
inquietanti che sta dentro la zona
grigia quella dei sonderkommando della
cra per avere la fedeltà degli ausiliari
esterni come li chiama levi bisogna
caricarli di colpe qui fa due esempi
straordinari cita la mafia e il
terrorismo italiano nel corso degli anni
70 su cui deve anche riflettuto la
seconda la secondo motivo più
l'oppressione e dura più la
disponibilità a collaborare col potere
aumenta
questo però fa subito una precisazione
che riguarda il giudizio morale tutto il
capitolo si svolge sempre con una specie
di doppio pedale come se ci fosse un
acceleratore lei viva dentro delle
questioni delicate e al tempo stesso c'è
da piccoli colpi di freno che riguardano
il tema del giudizio morale
dice chiaramente la massima colpa non
pesa su chi ha collaborato pesa sul
sistema sulla struttura dello stato
totalitario
il concorso la colpa da parte dei
singoli collaboratori grandi e piccoli
mai simpatici mai trasparenti e ci mette
un punto interrogativo
nelle opere di levi saranno qualche
decina al massimo in alcune migliaia di
pagine i punti esclamativi
e sempre difficile da valutare la colpa
dei singoli è un giudizio che vorremmo
affidare soltanto a chi sia trovato in
circostanze simili ed ha avuto modo di
verificare su se stesso sta parlando di
sé cosa significa agire in uno stato di
costrizione questo capitolo
continuamente dice che non ci sono
giudici adatti a giudicare quello che è
accaduto nella gara dovrebbero farlo
quelli che ci sono stati che hanno
sperimentato su se stesso ma non lo fa
fino in fondo le vi è una correlazione
molto impegnativa che lo ritroveremo poi
alla fine del capitolo quando parla dei
sonderkommando cioè i corvi del
crematorio
non mi soffermo su questo aspetto
giudiziario che da solo giuridico anzi
qual è il tribunale che può giudicare i
singoli ma riporta una frase di manzoni
che l'autore guida come dante lo è il
sequestro un uomo l'autore guida dei
sommesso elevati e manzoni nei promessi
sposi è una frase tratta dal secondo
capitolo dei promessi sposi i
provocatori i soverchiato riscrive
manzoni tutti coloro che in qualunque
modo fanno torto altrui sono rei non
solo del male che commettono ma del
pervertimento ancora a cui portano
l'animo degli offesi in questo termine
offesi che preleva da manzoni e che
ritroviamo in tutto il libro è una frase
che avrebbe lungamente commentata che
fondamentale nel giudizio etico sui
soverchiato ri ma che comprende dentro
di sé anche il tema degli offesi cioè
delle vittime subito dopo aver
trascritto la frase di manzoni aggiunge
questa la condizione dell'offeso non
esclude la colpa né spesso questa è
obiettivamente grave ma non conosco
tribunale umano a cui delegare la misura
la misura un tema che torna misura per
misura alla fine del capitolo parlando
di rum toschi siete citera proprio
questa
questo testo di shakespeare lei gli fa
una critica decisiva a quello che oggi
possiamo chiamare il paradigma
vittimario per cui la vittima è sempre
sacra intoccabile levi non parla mai
della vittima in generale ma delle
vittime nell e del lager
sottolineo questo appunto perché lo
scrittore insiste sempre su quello che
ho detto poco fa cioè che nessun
tribunale umano può giudicare davvero le
vittime che hanno collaborato
dice ancora qualcosa di più tutto il
capitolo è un continuo spostamento non
sta fermo e difficile tenerlo insieme
questo capitolo
ma proprio letto con molta pazienza e
attenzione
prende la parola in prima persona anche
i soggetti grammaticali sono decisivi
nell'opera di levi per non dire il io
noi che è fondamentale il sequestro un
uomo ma anche qui le vi scrive appresso
il suo io narrante è sempre molto ben
presente
se dipendesse da me condizionale se
fossi costretto a giudicare assolverei a
cuor leggero
tutti coloro per cui il concorso di
colpa è stato minimo e su cui la
costrizione è stata massima
e qui fa per la prima volta l'elenco dei
collaboratori fatto salvo il ruolo dei
preminenti o prominenti che poi vedremo
intorno a noi prigionieri senza gradi
brulicavano i funzionari di basso grado
di basso rango scusate costituivano una
fauna pittoresca scopini lava marmitte
guardie notturne tiratori di letti cui
c'è una parentesi che sfruttavano a loro
minuscolo vantaggio la fisima tedesca
delle cuccette rifatte piane e squadrate
controllori di pidocchi e di scabbia
portaordini interpreti aiutanti degli
aiutanti questi lividi assolverebbe in
genere dice
erano poveri diavoli come noi io noi il
soggetto grammaticale è un soggetto
concettuale molto decisivo che dice
anche il punto di vista da cui lei vi
osserva le cose
addirittura da una definizione molto
interessante ii di cerano addetti alle
funzioni terziarie ricorda il terziario
avanzato di cui abbiamo sentito parlare
negli anni 80 il terziario c'era già nei
lager si sopravviveva se si trovava una
funzione terziaria
detto questo li avrebbe soldi passa a
parlare dei capi caos non capo c'è anche
lì un dettaglio dice capo viene una
parola di origine italiana e che c'è il
titolo del film di pontecorvo ma insomma
lui mantiene sempre apos come si usava
nel lager le parole hanno una coscienza
per le v anno una moralità ci sono
questi capi i capi delle squadre di
lavoro i capi baracca gli scritturali
tutti coloro che lavoravano negli uffici
amministrativi del campo c'è da dire
e qui le ville o lo esplicita che da
questi sono venuti i principali storici
della ga città un uomo che ha scritto
una storia importante hermann live line
in cui levi
asca cui levy ha scritto la prefazione
quindi c'erano dei collaboratori ma che
si organizzavano all'interno no come una
specie di quasi il servizio segreto che
proteggeva alcune parti erano oppositori
mimetizzati ma erano pochi
tutti gli altri hanno schiacciati dal
potere la questione del potere la
questione importante il potere esiste in
tutte le organizzazioni umani dice levy
che sia usurpato controllato dal basso
oppure investito dall'alto ho
riconosciuto come tale che sia un
effetto del merito o per una solidarietà
corporativa pensata la città italiana
quanto corporativa ancora permane
ok il potere si ottenga per sangue o
senso c'è ancora bisogna farci i conti
qui levi si richiama a l'etologia a un
autore che allora negli anni settanta
ottanta era il sospetto cecora lorenz il
famoso premio nobel per la medicina per
l'etologia che effettivamente aderito al
nazismo ma che levi non si preoccupa di
usare soprattutto il libro
sull'aggressività umana dove nasce la
forma del potere scrive così è
verosimile che in una certa misura di
dominio dell'uomo sull'uomo sia iscritta
nel nostro patrimonio genetico gli
animali gregari neviera interessatissimo
agli animali sociali le formiche e le
api su cui è scritto racconti anche
riflessioni
inoltre non è dimostrato in modo
assoluto che il potere sia
intrinsicamente dice levy nocivo alla
collettività ma nel lager
è questo il punto il potere
sostanzialmente illimitato di più i capi
se non mostravano abbastanza duri
venivano subito rimossi questo è il
limite inferiore dice lei ma non
esisteva un limite superiore cioè non
esisteva un tetto alla loro violenza
potevano commettere le più efferate
atrocità nei lager dice levy si
produceva la stessa gerarchia dello
stato torre tario quella del terzo reich
o dell'unione sovietica di stalin
per essere precisi dice lei ma nello
statuto letale tario esisteva sempre
diciamo uno spazio seppur minimo per
sottrarsi al potere nel lager no
il potere dei piccoli satrapi come li
chiama usando un termine di origine
persiana era assoluto e questo tipo di
potere attira dice levy quel tipo umano
che di potere e avido shakespeare ha
raccontato benissimo
qui
si addentra in un campo che potremmo
definire psicologico analizzando i vari
tipi di collaboratori sintetizzo per
ragioni di tempo erano attratti dal
potere decidere i tre tipi di di persone
i sadici che poi sono pochi non sono
così tanti i frustrati
altra figura interessantissime e gli
oppressi che subivano il contagio degli
oppressori contagio è una parola chiave
in questo capitolo e che tendevano
inconsciamente a identificarsi con loro
le vie molto critico e qualmente una
delle ragioni che l'hanno spinto a
scrivere questo capitolo è l'uscita di
un film
negli anni settanta di liliana cavani
qualcheduno forse se lo ricorderà
portiere di notte dove c'è un ex vittima
una donna molto bella che rincontra in
un albergo sua ex carnefice con cui
riprende una relazione appunto vittima
carnefice che per dirla in termini
psicanalitici è di tipo masochistico
sadico masochista e il film della cavani
dice levy gioca su un elemento è quello
di confondere la vittima con il
carnefice o meglio che i due ruoli
possono rovesciarsi o che la vittima
desidera un carnefice ambisce al proprio
carnefice è evidente che c'è una radice
erotica nel film della cavani che è
molto meno espressa anche dalle immagini
della regista non mi intendo di
inconscio di profondo dice non mi
interessa di sapere se il mio profondo
si annidi è un assassino ma so
che vittima incolpevole sono stato
assassino no non rifiuta ma aggiunge
incolpevole vittima incolpevole
confondere vittime ai carnefici è una
malattia morale o un vezzo estetico o un
sinistro segnale di complicità
soprattutto termina la frase levi è un
prezioso servizio reso
volutamente o no ma i negatori della
verità levi mette in crisi del paradigma
vittimario ma questa prestazione ha un
limite
l'ho già detto lo ripeto le vittime
esiste non si può prescindere da questo
lo sforzo tuttavia è quello di
descrivere la zona grigia cioè le forme
di compromesso e di collusione con il
potere
fatto salvo la frase di manzoni che la
maggiore responsabilità aspetta al
potere stesso non alle vittime è un
confine molto stretto su cui si muove il
problema è quello della responsabilità
confondere vittime e persecutori
significa mistificare le basi a dalle
basi il nostro bisogno di giustizia non
la nega questo bisogno di giustizia
anzi la ferma
questo punto si inoltra nel cuore della
zona grigia con due esempi su cui non mi
soffermerò perché a loro volta sono due
racconti che richiederebbero altro tempo
perché sono due figure molto particolari
diciamo è una parte anche più letteraria
di questo stesso capitolo dove per farsi
capire soprattutto nel caso di un cross
che adesso dirò chi è
levi racconta la storia di un uomo
non a caso l'origine di questa parte del
capitolo è un racconto che già
pubblicato in lite altri racconti e qui
invece riprende sotto forma di
ragionamento senza rinunciare alla parte
narrativa
diciamo che quello che ho raccontato sin
qua un po semplificando ovviamente
riducendo è il tronco del ragionamento è
esattamente come se questo un uomo dove
racconta quattro casi di salvati ci sono
esattamente gente che sia compromessa
che appartiene alla zona grigia le aveva
già individuati non aveva il termine per
dirlo ma aveva già individuati
qui pone due esempi proprio come se
fossimo diciamo così nelle origini della
letteratura come un predicatore
francescano che fa nascere degli exempla
cioè due storie per spiegare in vitro
quello che succede sono queste due
storie la prima è quella degli slot e
romantiche inquietante angosciante
terribile cioè la storia di colore che
controllavano le camere a gas che
stregano i morti tagliano i capelli
toglievano loro dai denti e l'ic
remavano sono dei deportati in gran
parte ebrei prima volta che levi ne ha
scritto in un testo il primo testo che
ha scritto tornando a dall'ag che si
chiama rapporto è un rapporto sulla
situazione igienico sanitaria rapporto
al fritz oggi viene noto credeva che
fossero in gran parte dei criminali
in realtà si tratta in gran parte di
deportati ebrei racconta anche come
vengono scelti dalle ss al momento
dell'arrivo dei treni sulla banchina di
auschwitz è una storia nera cupa questi
uomini facevano questo lavoro per vivere
un po meglio mangiare un po meglio e
vivere qualche mese in più perché il
destino di ogni uso del comando sera di
essere casato e la prova di iniziazione
di quelli che prendevano il loro posto
era di casa rli
e poi estrarli dalla camera a gas e
cremarli per vivere un po più a lungo
[Musica]
l'altra racconto è più sottile meno
inquietante meno terribile non avviene
dentro lager ma viene dentro il tetto il
ghetto ebraico di lon chaney non coschi
è un personaggio quasi ex shakespeariano
infatti capitolo si conclude proprio con
una citazione da misura per misura di di
shakespeare è uno di quei personaggi di
cui parla anche ana arend nella banalità
del male cioè i capi dei ghetti dei
consigli ebraici che hanno collaborato
con i nazisti e che hanno organizzato la
deportazione progressiva degli abitanti
del ghetto degli ebrei abitanti del
ghetto sono nella zona grigia per le v
io ritengo adesso qui non ho il tempo di
parlarne che la visione di levi sia più
profonda e più radicale di quella di
hannah arendt e che la nozione di zona
grigia sia più interessante di quella di
banalità del male ma questa è una
questione più lunga e complessa
lui con schiera un piccolo industriale
fallito ecco i frustrati quanti
frustrati hanno giocato un ruolo
nell'organizzazione del potere delle
nostre società e anche nella società di
massa
marcus e ne parla molto bene di questo
tema e anche adorno e horkheimer la
frustrazione che è uno degli elementi
che connota la nostra vita nella società
di massa e proficua al dominio del
potere era un piccolo industriale
fallito che ha accettato di compilare le
liste dei deportati si è trattato come
ha trattato se stesso come un re batteva
moneta si faceva portare da una carrozza
trainata
da cavalli come appunto il dominatore di
questo di questo oggetto è finito anche
lui in campo di sterminio dice levy è
quasi concluso nel lager come fuori
esistono persone grigie cioè persone
ambigue pronte al compromesso la
situazione del campo tende ad
accrescerne numero queste persone
possiedono in proprio una quota di colpa
sono dimenticati di una cosa molto
importante nel caso dei sonderkommando
levi conclude proprio dicendo non si
possono giudicare non è possibile
giudicare bisogna essere stati la per
giudicarli ma la colpa c'è la colpa dice
levy è in proporzione alla libertà di
scelta
questo è vero per ciascuno di noi meno
libertà meno colpa molti degli
oppressori si sono resi conto di quello
che quello avevano fatto dice levy era
iniquo ma le loro sofferenze non ne fa
una delle vittime altro lato i cedimenti
gli errori di prigionieri non sono mai
nessun caso sufficienti ad allinearli ai
loro custodi quella che è nel lager dice
levy e a una pietas c'è una forma di
pietra si incredibile in levi che la
pietra anche manzoniani insomma che sta
sempre in questa capacità di piegarsi
sugli altri e di vedere quanto
somigliano a se stessi e quanto c'è in
se stessi né gli altri levy aveva una
capacità umoristica nell'umorismo alla
pietra vanno insieme si coniugano
insieme i prigionieri del lager
rappresentano un campione medio dice
lady non selezionato di umanità
non si poteva chiedere a loro
a noi a noi e deportati di comportarci
come santi o filosofi stoici tutti
coloro sono stati sottoposti a
condizioni estreme e quelli che sono
sopravvissuti spesso non sono solo
quelli che hanno collaborato alla zona
grigi ma spesso sono sopravvissuti solo
per caso lo devono alla fortuna vi
ricordo che la prima parola con cui
comincia se questo è un uomo è per mia
fortuna con lo straordinario parola che
sta nella nostra letteratura e
macchiavelli ma anche se non fosse
macchiavelli mettere la fortuna
all'inizio di questo libro io credo che
sia un fatto unico da scrittore la
scelta di queste parole
bene nel caso delle squadre speciali
quelle iso under commandos devi dice
impotenza aiuti candy neanche per un
cross che è difficile gli uomini sono
intossicati dal potere e questo è il
caso di rum costi voglio concludere
perché mario finito capisco benissimo
che dare un quadro completo di questo
capitolo è molto complesso e non ho
appunto raccontato le due storie che già
di per se hanno una loro forma
particolare
riassumendo levi rifiuta l'idea della
vittima come santificata pone un
problema inquietante che quella della
collaborazione del rapporto con il
potere ma non giudica non arriva a
giudicare fino in fondo sospende il
giudizio è tuttavia ci propone una
questione quella del nostro compromesso
con il potere non solo nei lager ma in
ogni situazione
voglio concludere con una questione che
io credo vertiginosa che premette
potrebbe essere oggetto di un'altra
analisi di un'altra conversazione perché
i sommersi salvati in particolare la
zona grigia quel capitolo sono molto
importanti per noi oggi non solo per
quello che ho detto del rapporto con il
potere ma perché e traggo qui una
considerazione da una filosofa simona
forte che ha scritto un libro molto
importante sul tema del male e che ha
ragionato su primo levi
ha ragionato sul fatto che quello che le
bici racconta e la valorizzazione della
vita che è un problema che oggi noi
abbiamo davanti
noi oggi abbiamo omesso dal nostro campo
la morte l'uscita non come pensiero
quello non penserò anche fisso ma è
uscita come realtà la vita va
valorizzata in ogni forma l'attuale
capitalismo finanziario turbocapitalismo
chiamatelo come volete
la società dei consumi valorizza la vita
è esattamente come nel lager
il compromesso con il potere e per
valorizzare la vita in una condizione
estrema come isover comandos per vivere
due mesi in più un mese in più per
prolungare la propria situazione di vita
ma questa è una questione ancora più
forte è ancora più profonda che ci tocca
da vicino e che levi solleva leggo la
frase di simona forti con cui voglio
concludere con la semplicità profonda e
toccante di cui solo la scrittura
letteraria capace queste primo levi
la scrittura letteraria primo levi
consegna a pochi e scarni passaggi
quella verità del legame tra il male e
il potere che la filosofia del novecento
non ha mai smesso di cercare levi non è
un filosofo è uno scrittore e la sua
verità ha sempre a che fare con la
letteratura grazie
[Applauso]
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